AL LAGO CON ANTONIO E MARIEDA

Dipinti e sculture della Collezione Boschi Di Stefano a Villa Bernasconi.

2 giugno 2022 – 22 gennaio 2023

A cura di Claudia Taibez e Chiara Fabi

Inaugurazione mercoledì 1 giugno 2022 ore 17:00
Ingresso gratuito, necessaria conferma:
031.3347209  villa.bernasconi@comune.cernobbio.co.it


Nelle stanze del museo di Villa Bernasconi, il Comune di Cernobbio, in collaborazione con il Comune di Milano, presenta dal 2 giugno 2022 al 22 gennaio 2023 la mostra Al lago con Antonio e Marieda, una selezione di una ventina di opere, tra dipinti e sculture, della Collezione della Casa Museo Boschi Di Stefano.
La mostra è a cura di Claudia Taibez, responsabile del Museo, e di Chiara Fabi, conservatore dell’Unità Case Museo.

 

Tra il 1935 e il 1936 i coniugi Antonio e Marieda Boschi Di Stefano visitano più volte il lago di Como. La mostra prende spunto da otto fotografie dei loro album di viaggio, conservate presso il Gabinetto Fotografico del Castello Sforzesco, che immortalano i due coniugi in villeggiatura sul lago di Como tra il 1935 e il 1936; tra queste, due sono scattate nel 1936 a Villa d’Este e Cernobbio. Questa villeggiatura si inserisce nella diffusa passione della giovane borghesia industriale milanese per i laghi lombardi, affermatasi tra fine Ottocento e inizio Novecento e tutt’oggi viva.
Il fulcro della fama turistica lombarda erano infatti la regione lariana e i territori varesini, zone legate sin dal Settecento alla tradizione delle villeggiature dell’aristocrazia milanese e internazionale nei mesi estivi e autunnali; la nascita di una nuova e dinamica classe borghese comportava il rinnovamento delle antiche prospettive del viaggio: Milano «serbatoio di “alimentazione” turistica» negli ultimi vent’anni del XIX secolo scopriva un uso intensivo del territorio e del paesaggio limitrofo; quest’ultimo diventava meta di viaggi e gite in cerca di un “clima sano” e alla scoperta di un “bel panorama” (ormai nascosto delle crescenti periferie industriali delle zone urbane).
In questi termini la selezione di opere della Collezione Boschi Di Stefano esposta a Villa Bernasconi esalta il tema del viaggio, che assume un significato ancor più emblematico dopo il lungo periodo della pandemia.

 

La mostra si propone di presentare al pubblico opere per lo più provenienti dai depositi di Casa Museo Boschi Di Stefano, sintetizzando la passione per l’arte di Antonio e Marieda e la loro frequente amicizia con artisti quali Mario Sironi e Lucio Fontana, rappresentati in mostra dai dipinti Manichino e Composizione spaziale.
La selezione comprende alcune delle scelte più rappresentative della Collezione, sia stilisticamente sia cronologicamente. Sono presenti gli artisti del gruppo di Corrente, Arnaldo Badodi, Italo Valenti, Bruno Cassinari e il giovane Ennio Morlotti, tra le prime opere acquistate dai due collezionisti.
La mostra prosegue con gli Italiens de Paris, rappresentati da René Paresce e da una testa di Massimo Campigli: presenze imprescindibili all’interno di una collezione nata negli anni Venti. Figurano, inoltre, opere emblematiche del clima artistico milanese degli anni Cinquanta, come i dipinti di Enrico Baj, appartenenti al ciclo delle montagne e all’uso sperimentale delle tappezzerie, o come il collage Canyon di Sergio Dangelo, espressione dell’immaginario surrealista che contraddistingue l’operato dell’artista.
Chiude la presentazione il dipinto dell’artista contemporaneo comasco Giuliano Collina, Bagnanti, datato 1982, tra gli acquisti cronologicamente a noi più vicini realizzati da Antonio Boschi.
Non potevano mancare il ritratto dei due coniugi di Remo Brindisi e quello del gatto Titì, che consentono al visitatore di fare la conoscenza con la famiglia Boschi Di Stefano.
Al secondo piano della Villa, dove sono raccontate le storie della famiglia Bernasconi e delle omonime tessiture, con testimonianze archivistiche e tessili dell’arte del saper fare del Cavalier Davide Bernasconi, la Stanza del Pavone Tacchinato è riallestita per ospitare una selezione delle sculture in ceramica di Marieda Di Stefano. Non solo collezionista, ma anche artista, Marieda esordì in questa veste negli anni Cinquanta, aprendo una scuola di ceramica all’interno della stessa palazzina in cui abitava.
Le sue tre sculture esposte, tra cui figura un pezzo gentilmente prestato dalla Fondazione Boschi Di Stefano, ben incarnano l’inclinazione sperimentale che contraddistinse il carattere di Marieda, tanto nell’arte quanto nelle sue predilezioni artistiche.

 

Per ricreare l’atmosfera ai tempi di Antonio e Marieda sono diffuse musiche del loro tempo e sono esposte 24 fotografie d’epoca dell’Archivio Storico Fotografico Vasconi che immortalano l’essenza della villeggiatura sul lago tra gli Anni Venti e Quaranta: un paesaggio lacustre “unico al mondo”, dai panorami incantevoli che “non si vorrebbero lasciare mai” come esclamò Stendhal in un momento di estasi.

 

In occasione della mostra presso il museo e in giardino saranno organizzati eventi collaterali a tema.

Casa Boschi Di Stefano

Casa Museo Boschi di Stefano è una dimora storica a Milano. Progettata da Piero Portaluppi al numero 15 di Via Giorgio Jan. Qui hanno abitato Antonio Boschi (1896-1988) e Marieda di Stefano (1901-1968), marito e moglie che, nel corso di una vita, hanno raccolto una straordinaria collezione d’arte contemporanea del XX secolo. Nelle sale del loro appartamento sono oggi esposti circa trecento pezzi selezionati tra le oltre duemila pitture e sculture collezionate e comprendenti opere di Piero Marussig, Umberto Boccioni, Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Arturo Martini, Achille Funi, Giorgio Morandi, Filippo de Pisis, Lucio Fontana, Renato Biroli, Aligi Sassu, Roberto Crippa, Enrico Baj, Piero Manzoni.

 

La collezione è stata opera comune di mia moglie Marieda e mia, e perciò la sua denominazione Boschi Di Stefano non è un omaggio reso alla memoria della mia compagna, ma corrisponde alla realtà. La collezione è stata un’opera comune nel senso totale: in quello materiale con le implicazioni di decisioni, di applicazione, di sacrifici finanziari e conseguenti rinunce in altri campi; e in quello artistico come concordanze di gusti, di indirizzi, di scelte”.

 

Con queste parole Antonio Boschi racconta dell’impressionante collezione nata dall’amore e dal sodalizio tra i due coniugi. Sono infatti oltre duemila le opere che Antonio e Marieda hanno collezionato nel corso di una vita che nella condivisa passione per l’arte ha trovato una delle motivazioni più forti. Marieda di Stefano, già educata al gusto per l’arte dal padre collezionista, era estroversa, generosa, mondana, elegante e creativa; per questo sarebbe stata la perfetta seduttrice anche dei pittori più difficili, come ad esempio Morandi o Savinio. Ella non poteva non affascinare Antonio Boschi, allora giovane ingegnere presso l’azienda milanese Pirelli, la cui sensibilità artistica era nata grazie allo studio del violino, ma che solo grazie alla futura sposa si accosta alle arti figurative.

 

Dopo il matrimonio, avvenuto nel 1927, inizia per i coniugi Boschi una vita ricca di passioni condivise e amicizie con artisti e galleristi, che avrebbero fatto della loro casa un luogo cardine della scena artistica di quel periodo. Le fotografie raccolte negli album di famiglia, oggi conservati presso l’Archivio fotografico del Castello Sforzesco, offrono uno spaccato degli anni giovanili della coppia: momenti della vita quotidiana e del tempo libero tra automobili, tennis e altri sport, vacanze e viaggi in luoghi remoti ed esotici. I luoghi principali dei viaggi sono le terre del medio Oriente e quelle lambite dai mari del Nord. Non mancano tuttavia i viaggi a Parigi, dove i due sposi frequentano la rinomata galleria di Léonce Rosenberg, o a Barcellona, dove i coniugi instaurano legami di amicizia con gli artisti della città.

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